Quanto è sostenibile la tua alimentazione?

October 5, 2019

Oggi si parla sempre più di avere comporatmenti sostenibili, perché non possiamo avere una visione miope e

 

limitarci a guardare il nostro orticello. Le risorse ormai stanno finendo. È tempo di pensare in grande e avere cura del nostro mondo, che è la nostra casa.

Cosa vuol dire sostenibile?

Sostenibilità significa avere coscienza che qualunque cosa facciamo, anche a casa nostra, deve essere fatta allo scopo di poter prolungare i benefici che ne ricaviamo il più a lungo possibile e non solo nell’immediato.

 

È possibile conciliare questo concetto con un’alimentazione sana? Cosa possiamo fare?

Partiamo da dati certi:

  • La popolazione sta invecchiando a un ritmo molto sostenuto. Secondo l’OMS: entro il 2050, oltre il 21% della popolazione globale avrà più di 60 anni e l’Italia è uno dei Paesi con la maggiore proporzione di persone anziane.

  • E' ormai appurato che alla base della maggior parte delle patologie non trasmissibili c’è un’infiammazione di basso grado, cioè un’infiammazione che non viene percepita perché non raggiunge la soglia del dolore, ma che alla lunga ci danneggia. Causa di questa infiammazione sono diversi fattori tra cui l’alimentazione.

 

Il piano di azioni dell’OMS per prevenire e ridurre le malattie propone di:

→ Incrementare il consumo di frutta fresca e verdura
→ Ridurre i cibi iper energetici e poveri di micronutrienti (junk food in primis)

 

Mettere in atto questi due consigli oltre che mantenerci in salute è già un modo di avere un’alimentazione sostenibile per minore impatto ambientale (minori emissioni di CO2 minori consumi idrici e meno imballaggi)

 

Allora da semplici consumatori diventiamo Consum-Attori, diventiamo protagonisti con le nostre scelte alimentari e con i nostri comportamenti.

Il primo atto sostenibile è sicuramente quello di MANGIARE IL GIUSTO!

Cosa significa? Significa saper ascoltare la fame dello stomaco e mangiare solo per quella e non per la fame degli occhi o della mente.

Gli unici animali obesi sono quelli che vivono con l’uomo! Chiediamoci il perché!

 

Perché è sostenibile mangiare il giusto?

Dicono da più parti che bisogna produrre di più per risolvere la fame nel mondo, usando anche prodotti OGM.

I dati FAO indicano che sulla terra vengono prodotti alimenti per 12 miliardi di persone. E siamo in poco più di 7 miliardi…di cui 1 milardo soffre di malnutrizione e fame e 1,7 soffre di malattie cardiovascolari date da iperalimentazione.

 

Come possiamo uscirne?

 

Diamo valore al cibo perché oggi non ne ha più, ha solo prezzo. Il valore esige rispetto. Oggi basta che costi poco perché poi lo posso buttare via.

Evitiamo gli sprechi.

 

Ogni anno, nel mondo, vengono sprecati circa 1,3 miliardi di tonnellate di cibo di cui l’80% ancora consumabile.

Ogni anno, un consumatore occidentale getta fino a 250 chili di cibo.

I rifiuti alimentari possono diventare una risorsa per la comunità globale, tanto che la Food and Agriculture Organization delle Nazioni Unite (FAO) ha pubblicato un intero dossier dedicato all’argomento.

Ridurre la produzione di rifiuti alimentari significa ridurre il consumo di petrolio e le emissioni di CO2 che si generano per il trasporto e soprattutto significa anche risparmiare soldi!

 

Come possiamo impegnarci per produrre meno rifiuti ? 

 

  • Coltiviamo autonomamente le nostre verdure. Sono molti gli ortaggi che si possono coltivare in vaso con buoni risultati. Ci renderemo conto che non sempre cresceranno perfettamente allineati agli standard a cui siamo abituati a vederli al supermercato e forse dopo non scarteremo una patata dalla forma inconsueta o una carota un poco storta.

  • Pianifichiamo i pasti della settimana, adattando la lista della spesa a ciò che abbiamo già nella dispensa.

  • Acquistiamo cibo fresco e biologico al mercatino locale, evitando di acquistare di impulso il 3X2 del supermercato e di riempirci il frigo di cibo che poi scadrà.

  • Privilegiamo i contadini locali piuttosto che prodotti industriali, impatteremo meno sulle emissioni dovute al trasporto e avremo meno imballaggi.

  • Non buttiamo gli avanzi, cerchiamo di riutilizzarli per creare piatti gustosi. In fondo i migliori piatti della nostra tradizione derivano da questa pratica felice.

  • Usiamo meno prodotti trasformati e più prodotti di stagione e soprattutto abituiamoci a leggere le etichette

Nell’ ottica della sostenibilità le informazioni che ci interessano sono la data di scadenza e le modalità di conservazione (seguiamo le indicazioni del produttore) e la provenienza.

 

Un altro comportamento alimentare utile per la nostra salute e anche sostenibile è quello di ridurre il consumo della carne.

 

Si ha spesso la percezione che sempre più persone scelgano di ridurre, o tagliare del tutto, la quantità di carne acquistata, ma in realtà sia il consumo pro capite medio globale di carne che la quantità totale di carne consumata sono in aumento, trainati dall'aumento dei redditi individuali medi e dalla crescita della popolazione.

Il consumo di diversi tipi di carne e di prodotti a base di carne ha effetti sostanziali sulla salute delle persone con l'aumento del rischio di cancro del colon-retto. Inoltre la produzione può avere importanti effetti negativi sull'ambiente, essendo una fonte importante di metano, azoto, fosforo e altri inquinanti e infatti l'allevamento di animali da macello è responsabile da solo del 15% del totale di tutte le emissioni di gas a effetto serra.

 

Ecco che in ottica di sostenibilità, ma anche per l’esigenza di alimentare un mondo sempre più popoloso una valida alternativa è e sarà sempre di più il consumo di insetti, che hanno un elevato contenuto proteico, sono facilmente allevabili e impattano praticamente 0.

Riusciremo a vincere il disgusto?

 

 

Intanto ce li propinano sotto forma di farine e già vengono utilizzati forse senza neanche che ce ne accorgiamo. Ecco perché è sempre utile leggere le etichette e diventare consapevoli delle nostre scelte.

Inoltre, aspetto forse meno citato, il settore è responsabile della perdita di biodiversità, perché foreste e aree incontaminate cedono il passo a terreni a uso agricolo, in cui coltivare mangimi da destinare al consumo animale.

Ecco perché dobbiamo tornare a privilegiare quei contadini locali che magari hanno il coraggio di coltivare specie dimenticate andando a prelevare i semi presso la banca del seme.

Ultimo aspetto

Consumiamo prodotti di stagione che possiedono vitamine e nutrienti al massimo della loro potenzialità.

Fuori stagione gli ortaggi vengono coltivati nelle serre con la luce artificiale, vengono raccolti spesso acerbi e conservati nelle celle frigorifere, impattando sui consumi energetici.

 

 

 

 

 

Bibliografia:

 

1) Global Food Losses and Food Waste (FAO)

 

2) Martucci et al., Nutrition Reviews 2017

 

3) Meat consumption, health, and the environment

H. Charles J. Godfray1,2,*, Paul Aveyard1,3, Tara Garnett1,5,6, Jim W. Hall1,5, Timothy J.Key1,7, Jamie Lorimer1,8, et al.

Science  20 Jul 2018:
Vol. 361, Issue 6399, eaam5324
DOI: 10.1126/science.aam5324

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